Chi deve collegare il POS
L’obbligo riguarda chi memorizza e trasmette i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate, cioè chi emette il documento commerciale con un registratore telematico o con la procedura web dell’Agenzia, e accetta pagamenti con carta o altri strumenti elettronici. Ristoranti, bar, pizzerie, fast food e negozi rientrano quasi sempre in questo caso.
Vale per le operazioni fatte dal 1° gennaio 2026. L’Agenzia ha chiarito che rientrano anche i dispositivi portatili, come i POS che si usano con lo smartphone. Il manuale operativo precisa invece che i POS usati esclusivamente per attività esonerate dall’obbligo di certificare i corrispettivi non vanno selezionati per il collegamento: se è il tuo caso, verificalo con il commercialista.
Cosa vuol dire «collegare»
Non è un collegamento fisico. Nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi c’è il servizio «Gestione collegamenti»: lì associ la matricola del registratore telematico, già registrata presso l’Agenzia, agli strumenti di pagamento elettronico di cui sei titolare, indicando la sede in cui vengono usati.
Alcune cose utili da sapere:
- puoi farlo tu oppure un intermediario delegato, di solito il commercialista;
- se usi la procedura web dell’Agenzia invece di un registratore, il collegamento si fa nella stessa procedura;
- lo stesso POS può essere associato a più registratori, per esempio due casse nello stesso locale.
Le scadenze
| Situazione | Quando collegare |
|---|---|
| POS già attivi a gennaio 2026 | Entro 45 giorni dall’apertura del servizio online (5 marzo 2026): il termine è scaduto il 20 aprile 2026. |
| POS attivati o sostituiti da febbraio 2026 in poi | Dal 6° giorno del secondo mese dopo la messa a disposizione del POS, entro l’ultimo giorno lavorativo di quel mese. |
| Nuovo registratore o cambio di POS nella stessa sede | Con le stesse tempistiche: ogni modifica va aggiornata nel portale. |
Un esempio: se il POS diventa disponibile a marzo, il collegamento va fatto a maggio, dal 6 entro l’ultimo giorno lavorativo del mese.
Perché esiste questo obbligo
Collegando POS e registratore, l’Agenzia può confrontare i pagamenti elettronici incassati con i corrispettivi trasmessi. In pratica conviene che ogni pagamento con carta compaia sul documento commerciale come pagamento elettronico, con lo stesso importo passato sul POS. Una cassa che registra insieme il pagamento con carta e lo scontrino, e segnala quando non coincidono, aiuta a non lasciare differenze.
Cosa succede se non lo fai
Il provvedimento ricorda che il mancato rispetto dei termini può emergere nei controlli. Per le conseguenze nel tuo caso specifico chiedi al commercialista: questa guida non sostituisce il suo parere.
In breve: la lista da seguire
- Fai l’elenco, sede per sede, dei POS (con il loro identificativo) e dei registratori telematici (con la matricola).
- Entra in Fatture e Corrispettivi, servizio «Gestione collegamenti», oppure chiedi al commercialista di farlo con la delega.
- Associa ogni POS al registratore della sede in cui lo usi.
- Ripeti ogni volta che attivi o sostituisci un POS o un registratore, nei tempi indicati sopra.
- In cassa, registra i pagamenti con carta come pagamenti elettronici, con lo stesso importo del POS.
Se stai scegliendo una cassa nuova, leggi anche come scegliere la cassa per un fast food. Kunoway RMS registra insieme pagamento con carta e scontrino e segnala le differenze.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, pagina tematica «Collegamento POS-RT» (manuale operativo e FAQ)
- Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 31 ottobre 2025 sul provvedimento n. 424470
- Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 17 aprile 2026 sulla scadenza del 20 aprile
- Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025), art. 1, commi 74-77
Le informazioni sono aggiornate alla data indicata e non sostituiscono il parere del tuo commercialista o consulente.